HomeArte ContemporaneaVenezia cambia i punti di vista del pensare l’abitare

Venezia cambia i punti di vista del pensare l’abitare

Venezia cambia i punti di vista del pensare l’abitare

La 15. biennale di Alejandro Aravena rompe il fronte referenziale dell’architettura.

Sino alla metà del secolo scorso sembrava che il dialogo fra architettura e il modo di abitare fosse reso comprensibile solo se percorso in tre strade; quella neoclassica, razionalista e di tradizione. Stratigrafia del fabbricato che trova esempio negli agglomerati architettonici di tutta Italia. Un vestito carico di estetica e politica, che solo tra la fine del Novecento e l’inizio del nuovo millennio si arricchisce di nuovi punti di vista: quello normativo, e cioè il bene è strumentale nell’adempiere alla funzione d’investimento; del Design -questa volta- per una città godibile tutta al naturale. L’odierna visione che si presenta ai nostri occhi, è messa a fuoco dalla città che non ha né strade né carreggiate, ma solo punti di vista, Venezia.

biennale-architettura_opera1

Quest’anno le previsioni sulla 15. Biennale di Architettura, (Reporting from the Front a Venezia dal 28 maggio al 27 novembre), hanno orbitato intorno alla nobiltà d’animo del curatore Alejandro Aravena, noto per la sua radicale vocazione del bene pubblico.

La vittoria nel 2016 del premio Pritzker, il più importante riconoscimento internazionale per l’architettura, conferma la fama dello studio Elemental, di cui l’architetto Cileno è titolare con Gonzalo Arteaga, Juan Cerda, Diego Torres. Lo studio -a cui collaborano anche l’università Cattolica del Cile e l’Empresas Copec, una società petrolifera cilena- è l’esempio di come l’impresa assieme all’istituzione possono coesistere per dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Il Design di Elemental ( meglio descritto sul webzine The Guardian https://www.theguardian.com/artanddesign/2016/jan/13/chilean-architect-alejandro-aravena-wins-2016-pritzker-prize ) incarna spirito e materia, nel rammendare le periferie con progetti di housing sociale finanziati al minimo, lasciando in eredità ai residenti il completamento delle rifiniture. Il focus degli interventi è la città in quanto organismo in grado di generare ricchezza e qualità della vita, o in altre parole I’investimento del singolo aumenta il valore degli immobili.

Il dialogo dell’architetto dei poveri ha inizio dall’icona scelta per rappresentate la 15. Mostra Internazionali di Architettura di Venezia. L’immagine del manifesto rappresenta l’archeologa tedesca Maria Reiche in cima a una scala. La scala eleva lo sguardo prospettico dell’anziana signora verso l’orizzonte apparentemente deserto, ma che in realtà cela il linguaggio che lega l’uomo all’ambiente: i geoglifi di Nazca. Questo l’immaginario di fatto segna la rottura con le altre edizioni, troppo spesso concentrate nel soddisfare le attese di un pubblico di élite.

biennale_architettura_opera2

Aravena con quest’azione comunicativa, suggerisce da subito le possibili soluzioni che un diverso punto di vista può dare rispetto a quanto conosciamo. In tal senso i padiglioni sono chiamati a riflettere su temi più ampi. Tra questi il richiamo nell’impiego di materiali connessi al territorio, (come testimonia lo stesso padiglione cileno); il rispetto per l’edilizia locale, ma anche l’attuazione delle tre R (Reduce, Reuse, Recycle), compone solo una parte del progetto abitativo, nel quale le specifiche comunità sono centrali.

Insomma come spade di Damocle, un fitto fascio di principi eticamente nobili pendono sulla testa dei partecipanti nazionali e internazionali. Metafora che presta la sua immagine ai montanti d’acciaio dismessi della Biennale d’arte 2015, presenti nella prima stanza dell’Arsenale.

Un'opera realizzata con materiale di scarto della Biennale Arte 2015, alla Biennale di Venezia diretta da Alejandro Aravena e intitolata "Reporting from the Front", 25 maggio 2016 (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Un’opera realizzata con materiale di scarto della Biennale Arte 2015, alla Biennale di Venezia diretta da Alejandro Aravena e intitolata “Reporting from the Front”, 25 maggio 2016 (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Il quadro se pur apparentemente positivo, non manca di contraddizioni e polemiche. Prima fra tutte la presenza massiccia della Rolex e di Deutsche Bank, sponsor delle ultime edizioni (come la società petrolifera per Elemental) rappresenta il compromesso tra spirito e materia, interrompendo il filo rosso del percorso espositivo (come l’aeroporto per droni in Rwanda di Norman Foster). O ancora è difficile non notare la mancata verifica dell’“edilizia sostenibile” nei termini di durevolezza ed esigenze reali.

di Roberto D’Onorio

Info Biennale: Dal 28 Maggio al 27 Novembre Venezia, Giardini – Arsenale.

Orario: 10.00 – 18.00.

Orario: 10.00 – 20.00 sede Arsenale – venerdì e sabato fino al 24 settembre.

Chiuso il lunedì (escluso lunedì 30 maggio, 5 settembre, 31 ottobre e 21 novembre 2016)

Info: http://www.labiennale.org/it/architettura/biglietteria/

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn