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SAT NAM – Le Mura

SAT NAM – Le Mura

SAT NAM – Le Mura

Quando te lo ritrovi di fronte SAT NAM, l’esordio di Le Mura, si preannuncia come un disco senza paura. Già la track list promette temi sfiziosi con quel buon proposito finale. Il capezzolo in copertina poi sfida le più incallite censure perbeniste da social network.
Si inizia con la prospettiva di prendersi una bella sbronza coi riff di Gabriele Proietti e col super basso di Gabriele Correddu che danno ottima struttura al disco. Apre Tutto mi sta portando a te e Andrea Imperi, parlando di “felicità alla spina”, fa intuire subito che siamo qui a sbronzarci per motivi tutt’altro che felici. Il sound grezzo delle prime tracce inizia presto a vomitare tutto il risentimento verso le beghe quotidiane che ci portano a quell’autodistruzione da venerdì e sabato sera. Un pezzo come Las Veglia, invece, con la batteria ticchettante di Bruno Mirabella, inveisce contro i successivi lunedì mattina (ebbene sì, ce ne sono almeno cinque in una settimana) e fa da contrappunto al vecchio “uccidi il padrone che decide per te” dell’EP precedente. Tapis roulant, primo singolo estratto con videoclip, è un bel attacco al mondo velocissimo che va, va, va ma non sa dove. Si arriva a Che cazzo mi frega, che riprende il concetto, ed è un titolo di cui ti innamori. Perché di una canzone così incazzata senti sempre il bisogno. Si sposa bene con la noia dei suddetti sabati sera in cui, talvolta, senti risuonare troppi luoghi comuni. Ad un brano simile però si addice una follia punk rock più aggressiva. Il tedio dei vanitosi con cocktail in mano è cosa così nota che quando hai una rock band del genere a disposizione vuoi che i pavoni da bancone vengano ancor più spietatamente demoliti. Si può osare di più.
C’è un sotto tema però, in questo disco dal sound grezzo, che è il mio aspetto preferito. La definirei “l’epopea della donna maledetta” tranquillamente intercambiabile con quella de “l’uomo (stra)maledetto”. La saga inizia già in Tutto mi sta portando a te con i versi “la mia donna, che amava solo me, anche lei mi sta portando a te” ma fa la sua entrata definitiva in La donna giusta. Qui Le Mura rivelano una buona abilità nel giocare con l’ironia. Quasi ci credi che si stia parlando della donna giusta, ma pian piano si insinua quel dubbio, quell’effetto di instabilità tipico della frequentazione. Perché tanto non lo sai mai se sei con la persona giusta e gran parte delle volte il dubbio si rivela fondato. Meglio scherzarci su, inventare parole e ravvivare il tutto con quegli arrangiamenti più retro che rivelano lo zampino di Roberto Dell’Era. La storia prosegue con Tu non capisci niente Jack dove lei è una “strega benedetta” e lui, senza di lei, è snervato dal mondo intero. Adesso sei pronta, infatti, prende la sua vendetta su questa donna impossibile che ormai se ne va per la sua strada. E che l’infelicità sia con lei.
Il picco dell’album, e il bel finale di questa storia tormentata, però è in chiusura. Bestemmierò è, sì, un titolo che promette molto, ma stavolta mantiene anche la promessa. Atmosfere da fine serata, strade svuotate e una vena più cantautorale per questa ballata triste. “Mi ubriacherò, bestemmierò e ti perdonerò”. La sbronza rock n’ roll dà i suoi ultimi trascinati effetti e il sax ci riconcilia con quel perdono strappato dalla malinconia ma che non vorremmo aver concesso. L’amore è una bestia, soffriamo sempre.
Una bestemmia, qualche birra con Jack, anche se non capisce niente, e si passa oltre.

 

Alessandra Virginia Rossi

 

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