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Il progetto Perestrello 3.0

Il progetto Perestrello 3.0

Un’esperienza di riattivazione urbana nel quartiere di Torpignattara

 

“Iceberg – Perestrello 3.0” è la prima fase di un processo di riattivazione urbana sviluppata dai collettivi di architetti Orizzontale, Itinerant Office e dall’associazione di promozione sociale NOEO, all’interno della quarta edizione del festival “New Generations – Architects vs the Rest of the World”. Marta Vizzini e Linda Arzenton, due studentesse di Psicologia all’Università La Sapienza di Roma, hanno preso parte all’importante fase di ricerca e di contatto con la popolazione del quartiere e stasera ad (A)IM in Europe ci racconteranno la loro esperienza.

 

Il contesto:

L’area target dell’intervento di riqualificazione è stata Largo Bartolomeo Perestrello nella zona della Marranella, all’interno del V Municipio di Roma. Sul territorio convivono diverse realtà, tra cui le vecchie generazioni di cittadini romani e le nuove generazioni di immigrati provenienti da diverse parti del mondo, insieme a una nuova realtà di giovani lavoratori e universitari di tutta Italia. Largo Perestrello al momento simboleggia l’incontro tra queste realtà ma è anche il simbolo di una mancata aggregazione e collaborazione. Esso è una grande area rimasta vuota in seguito a trasformazioni urbane mai completate, ciononostante presenta un grande potenziale e si presta ai più vari usi spontanei. La piazza è priva di toponomastica e prende il nome dal largo adiacente che ospita alcuni banchi del mercato. Il tema dell’identità, quindi, si è posto fin da subito come criticità e obiettivo del lavoro.

 

Il processo:

Dal mese di luglio alla prima metà di settembre si sono tenuti una serie di incontri con l’amministrazione e le associazioni locali, per definire e condividere gli obiettivi e le premesse del lavoro. Dal 18 settembre al 22 settembre 2017 la piazza si è trasformata in un laboratorio urbano: associazioni, cittadinanza, studenti e professionisti di architettura, design, arte e psicologia si sono confrontati sul suo futuro. I due workshop, di costruzione e di esplorazione urbana avevano l’obiettivo di realizzare delle infrastrutture pubbliche minime e di condurre un’indagine esplorativa sulla cultura locale del quartiere Marranella, tramite interviste ai fruitori della piazza.

 

La ricerca:

Tramite un avviso in bacheca pubblicato da una docente della cattedra di psicologia clinica della Sapienza, in cui si accennava alla possibilità di partecipare ad una ricerca sul territorio, Marta e Linda hanno aderito con entusiasmo al progetto. La docente le ha messe in contatto con il collettivo di psicologi NOEO, dal quale sono state introdotte alla ricerca. Questa nasce come una ricerca esplorativa sul modo in cui gli abitanti del quartiere Marranella vivono quella piazza senza nome adiacente a largo Perestrello e l’intero quartiere Marranella. Sono state raccolte un centinaio di interviste composte da dieci domande l’una, le quali vertevano su variabili illustrative (età, sesso, composizione familiare) fino alla vera e propria percezione del quartiere, sia nei suoi confini geografici sia nelle sue qualità, problemi e risorse. Tutto ciò ha avuto non solo l’obiettivo di realizzare una vera e propria analisi del territorio e della sua dinamica di convivenza, ma anche di stimolare una riflessione sul proprio rapporto con il quartiere ed una presa di coscienza di quanto ciascun individuo possa fare per contribuire in maniera attiva a un miglioramento del quartiere e delle dinamiche di convivenza sociale.

Obiettivo ultimo è stato quello di stimolare l’attenzione degli abitanti e delle associazioni che operano sul luogo (anch’ esse sono state intervistate) e di unirli in una rete funzionale alle loro esigenze, collegandoli anche al Municipio V per creare competenza a sviluppare il territorio e la convivenza.

 

L’ Iceberg – concept:  

Gli oggetti costruiti all’interno del workshop Perestrello 3.0 – Iceberg sono state le prime infrastrutture utili a favorire l’incontro e l’aggregazione tra le comunità presenti sul territorio. La costruzione dell’Iceberg ha dato la possibilità di intervenire sui flussi e le modalità di fruizione della piazza.

La metafora dell’Iceberg vuole proporre una riflessione circa le risorse invisibili, le realtà “sommerse” e le potenzialità di sviluppo del quartiere, partendo dal riconoscimento di ciò che c’è e cercando di far emergere le energie presenti nel territorio.

Sono stati realizzati due elementi architettonici temporanei principali, un tavolo ed una gradonata, connessi tra loro visivamente grazie ad una grafica sulla pavimentazione.

Entrambi gli oggetti possono essere utilizzati sia quotidianamente dai fruitori della piazza che per attività organizzate, come luogo di incontro di riunioni, piccoli eventi e momenti di socializzazione collettiva.

 

Il progetto Iceberg rientra in una prima fase di un processo più ampio. Affinché l’intervento non si esaurisse, ma anzi fosse solo il primo passo verso lo sviluppo della comunità locale, è stato istituito un tavolo di coordinamento delle associazioni che hanno aderito all’idea. Cluster Radio, che ha la sua sede in via Prenestina 228/E, dà il pieno supporto a questa iniziativa e si impegna a contattare gli enti che ne fanno parte nell’ottica di contribuire alla riattivazione dell’area e del V Municipio tutto.

 

Di Valentina Testa

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