HomeCinemaMoonlight, Manchester by the Sea e The Birth of a Nation: i “titoli da Oscar” alla Festa del Film di Roma

Moonlight, Manchester by the Sea e The Birth of a Nation: i “titoli da Oscar” alla Festa del Film di Roma

Moonlight, Manchester by the Sea e The Birth of a Nation: i “titoli da Oscar” alla Festa del Film di Roma

Per quanto, negli ultimi anni, sia stata messa in ombra – a livello internazionale – da altri due festival in calendario praticamente nello stesso periodo, New York e Londra, e continui a scontare l’ingombrante prossimità con i festival di Venezia e di Toronto, la Festa del Film di Roma, giunta quest’anno all’undicesima edizione, rimane un’occasione importante per assistere in anteprima italiana a pellicole sulle quali si è concentrato grande interesse. E il Festival/Festa del 2016 non fa eccezione: difatti, oltre a numerosi titoli appartenenti al panorama del cinema d’autore europeo e mondiale (uno su tutti il pregevole Afterimage, opera del commiato per il compianto Andrzej Wajda), nel calendario di Roma si distinguono anche diversi film già molto apprezzati negli USA e considerati fra i potenziali o probabili contendenti per l’imminente Awards Season. Giunti dunque al termine dei primi giorni di Festival, vi proponiamo una breve panoramica di tre fra i papabili “film da Oscar” visti la scorsa settimana all’Auditorium…

MOONLIGHT

Il coming of age in tre atti (e con tre interpreti distinti) di Chiron, soprannominato Black, ragazzo afroamericano omosessuale nato e cresciuto nei sobborghi di Miami, con una madre tossicodipendente e un padre putativo legato al mondo dello spaccio. Al netto dell’entusiasmo (forse un po’ esagerato?) della critica USA, Moonlight si attesta comunque come una splendida sorpresa, nonché la rivelazione di un talento registico – Barry Jenkins, al suo secondo film – notevolissimo, in virtù di una messa in scena che aderisce all’interiorità del protagonista con un’incredibile capacità immersiva e che sprigiona un pathos smisurato quasi ad ogni sequenza. Magari imperfetto, ma ammantato di un indubbio fascino e connotato da momenti di grande poesia.

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MANCHESTER BY THE SEA

Nel suggestivo inverno del New England, la difficile elaborazione del lutto del sedicenne Patrick, rimasto orfano del padre Joe, e di suo zio, l’introverso e solitario Lee, tormentato dal peso di un doloroso passato. Terza regia nell’arco di ben diciassette anni del regista e sceneggiatore Kenneth Lonergan, Manchester by the Sea è un intenso ritratto familiare sulla falsariga della lontana opera d’esordio Conta su di me, sorretto da un cast validissimo che vede in prima fila un Casey Affleck da applausi (ma occhio anche a una struggente Michelle Williams). L’equilibrio fra dramma e humor non sempre risulta impeccabile, ma il film regala momenti decisamente emozionanti e si fa apprezzare per la finezza della scrittura e per diverse sequenze capaci di lasciare il segno.

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THE BIRTH OF A NATION

Le fondamenta dell’America come coacervo di conflitti, fra tensioni razziali e desideri di rivalsa: è un film potentissimo The Birth of a Nation, in cui la rivendicazione della dignità umana è dipinta come una vocazione quasi mistica a cui risulta impossibile sottrarsi. Il regista e sceneggiatore Nate Parker, al centro di un controverso scandalo mediatico in patria, si cala nel ruolo biografico di Nat Turner, schiavo afroamericano che nella Virginia del 1831, prendendo ispirazione dalle pagine della Bibbia, decide di ribellarsi contro i padroni bianchi. Affatto accomodante o consolatorio (a differenza del pur ottimo 12 anni schiavo, che affrontava il tema dello schiavismo con un approccio dissimile), coerente fino in fondo nella sua radicale esplorazione della violenza fondativa di una nazione e dotato di una messa in scena magnetica e strabiliante.the-birth-of-a-nation-2

Stefano Lo Verme

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