Home(A)IM in EuropeLe Ipazie: Angelica Adiutori e Noemi Spagnoletti, a ClusteRadio ospiti della rubrica (A)IM in Europe ci raccontano il Festival Impunita.

Le Ipazie: Angelica Adiutori e Noemi Spagnoletti, a ClusteRadio ospiti della rubrica (A)IM in Europe ci raccontano il Festival Impunita.

Le Ipazie: Angelica Adiutori e Noemi Spagnoletti, a ClusteRadio ospiti della rubrica (A)IM in Europe ci raccontano il Festival Impunita.

Le Ipazie: Angelica Adiutori e Noemi Spagnoletti, a ClusteRadio ospiti della rubrica (A)IM in Europe ci raccontano il Festival Impunita.

Il festival Impunita (che si è svolto il 27, 28 e 29 ottobre 2017 presso il LOA ACROBAX di Roma) è organizzato da uno spazio sociale che negli anni è diventato casa, scuola, palestra e parco giochi di una grande comunità di bambini e bambine; da una libreria indipendente che ha a cuore la narrativa per l’infanzia e l’adolescenza; da una scuola di italiano per migranti che ricompone i pezzi del rompicapo sociale; da una squadra di rugby tutta rossa formata da uomini, donne, bambini e bambine; da un collettivo di insegnanti molto cattive; da uno di mamme che spesso s/mammano; da genitori che mettono tanto in CoMune.

 

Il Festival si chiama Impunita, un nome al femminile che rispecchia un punto di vista sulla realtà e il taglio trasversale all’intera proposta culturale della tre giorni: un approccio critico attento a riconoscere e mettere in discussione i rapporti di potere tra i generi, le disuguaglianze tra maschile e femminile,  gli stereotipi e i modelli di comportamento imposti come neutri sin dall’infanzia.

La programmazione si è sviluppata su cinque assi tematici, ognuno dei quali ha posto interrogativi attuali e urgenti da affrontare:

scuola, migrazioni, genitorialità, corpo e movimento ed editoria.

 

All’interno di queste tematiche abbiamo inserito una tavola rotonda chiamata “Da grande farò la scienziata”, sul tema degli  stereotipi di genere in campo scientifico, titolo  che vuole essere un incoraggiamento per le bambine e le ragazze che si appassionano a temi scientifici ma sono ostacolate da pregiudizi stereotipi, luoghi comuni e difficoltà che si incontrano in questo percorso.

Siamo le Ipazie, un collettivo nato da alcuni mesi, composto da ricercatrici, educatrici e insegnanti interessate ai temi scientifici e al rapporto complesso che esiste tra scienza e genere. Il fatto che questa relazione produca delle asimmetrie è un dato di fatto, come testimonia la scarsa presenza di donne nelle facoltà scientifiche e tecnologiche, le cosiddette STEM . 

Abbiamo provato a capirne le ragioni, avviando una prima riflessione sul ruolo che gli stereotipi e i pregiudizi svolgono nell’interesse verso la scienza da parte delle bambine e dei bambini. Ci siamo rese conto che la  questione è molto stratificata e complessa e che il processo di destrutturazione di questi costrutti sociali, che allontanano le ragazze dal mondo scientifico, comincia già in età prescolare, nella famiglia e nella società. I bimbi e le bimbe, già da piccolissimi vedono i giochi suddivisi per genere, kit scientifici e tecnologici per i bimbi, e bambole o giochi che riguardano la cura dell’altro per le bimbe. Esisteva negli anni 90 una Barbie che diceva che l’ora di matematica è difficile. Con questi presupposti è molto difficile che le bambine e le adolescenti  si appassionino a temi scientifici o vogliano intraprendere carriere scientifiche.

Le bambine, infatti, a 5-6 anni sembrano più propense ad associare al genere femminile un soggetto che si impegna duramente mentre attribuiscono al genere maschile un soggetto intelligente, tanto per dirne una. Alcune ricerche ci dicono che alle scuole elementari il 30% della bambine pensano di essere brave in matematica, alle scuole medie questa percentuale si dimezza al 15%.

 

In occasione di Impunita, abbiamo deciso di organizzare un momento di confronto con delle donne che, a diversi livelli, si occupano di scienza: Elisabetta Visalberghi è ricercatrice primatologa ed è stata dirigente dell’unità di primatologia dell’istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr, Vichi de Marchi , divulgatrice, giornalista e autrice di libri per ragazzi, ed Elsa Addessi biologa e ricercatrice ha condotto studi sul gap  di genere nel settore della primatologia.

Il festival attraversato da grandi e piccoli, è stato partecipato, colorato, multietnico , con tutte le generazioni rappresentate, e per noi è stata un’occasione di confronto molto ricca di spunti di riflessione, in cui si sono intrecciate sia storie di vita vissuta in prima persona, come quella della nota scienziata primatologa Elisabetta Visalberghi che ci ha raccontato come è nato il suo interesse per la scienza, sia  quelle di scienziate di altri tempi,come le storie scritte dalla giornalista Vichi de Marchi, che ha sottolineato l’importanza della divulgazione scientifica per ragazze e ragazzi. Per editoriale scienza  ha scritto alcune biografie appassionanti di donne scienziate, dimenticate per esempio dai libri di testo scolastici. Attraverso il contributo della ricercatrice Elsa Addessi,abbiamo parlato  del problema del soffitto di cristallo, ossia della difficoltà che le donne hanno di raggiungere i livelli più alti nella carriera scientifica e accademica.  

E’stata anche un a bellissima occasione per avvicinare il mondo della ricerca e accademico ad una realtà come quella di uno spazio sociale e culturale,che sono mondi che non sempre  dialogano, e siamo felici che questo scambio di saperi sia avvenuto all’interno del festival Impunita.

 

Collettivo Le Ipazie. Scienziate, educatrici e insegnanti riunite con la proposta di ragionare sugli squilibri di genere presenti nei diversi contesti di produzione e divulgazione scientifica. Scelgono di partire dall’analisi dei pregiudizi e degli stereotipi a fondamento delle asimmetrie di genere per avviare una discussione critica del processo stesso di costruzione della conoscenza scientifica.
La proposta di Ipazie è quella di promuovere una riflessione sulle asimmetrie di genere tuttora esistenti nei diversi contesti di produzione di conoscenza scientifica. Tali asimmetrie, fondate sull’esistenza di pregiudizi e stereotipi di genere, fanno in molti casi riferimento a capacità cognitive ed emotive femminili inadeguate allo svolgimento di compiti scientifici.
Il forte e diffuso pregiudizio sulla scarsa attitudine delle donne verso le materie scientifiche pesa gravemente sulle scelte di molte alunne e ostacola ancora oggi la vocazione scientifica di bambine e ragazze. Come donne scienziate, educatrici ed insegnanti scegliamo di partire dal mondo dell’infanzia, delle scuole, dell’educazione ambientale e scientifica per ragionare sugli squilibri di genere e per avviare una discussione critica del processo stesso di costruzione della scienza e della conoscenza.

 

Impunita è organizzato da:

All Reds Rugby
Cattivemaestre
CoMù
Le Smamme
Libreria Indipendente Piuma di Mare
LOA Acrobax
Scuola di fumetto Lab!Puzzle
Scuola di italiano Astra 19 – Lab!Puzzle

 

Per saperne di più:

https://impunitafest.wordpress.com/

 

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