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L’AMORE PRIMA DI NOI

L’AMORE PRIMA DI NOI

Con “L’Amore prima di noi”, edito da Einaudi, Paola Mastrocola fa un’incursione nella mitologia antica, tra gli dei e gli eroi greci, in quelle cose che proprio perché sono arrivate “prima di noi” possono essere continuamente interpretate e adattate ai contesti, anche moderni, e che nei secoli hanno sedotto i grandi poeti. La Mastrocola aveva già parlato di miti 22 anni fa ne “Le frecce d’oro” poi ha scritto libri sulla scuola o che sono una via di mezzo tra fiabe e romanzi di formazione. Anche questo libro è un ibrido: a metà strada tra il romanzo e il saggio e anche questo contiene elementi surreali che ci ricordano un po’ le favole.

Si scava fino alle radici dell’amore a cui ambiamo da sempre: divino, mitico ed eterno e  molto spesso sciagurato. Un’altalena tra follia e ragione che va su e giù. Anche noi ci muoviamo come equilibristi lungo la linea dei sentimenti che separa il razionale dall’irrazionale. Ogni tanto cadiamo da una parte, ogni tanto dall’altra. Paola Mastrocola è stata, invece, veramente molto attenta a mantenersi salda su questo equilibrio nel parlarci di amore e nel cercare di sviscerare tutti gli elementi di umanità del mito dei miti.

E’ umano Narciso che finisce per morire dell’amore che prova per se stesso. E’ umana Eco, figlia dell’aria e della terra, che impazzisce per amore di Narciso perché è condannata a dover ripetere soltanto gli altri e non può urlarlo ai quattro venti. E’ umana Calipso che ammaliata dal controllo di Ulisse nel sonno – l’eroe con il cuore che grida nel petto e il petto che trattiene il cuore, come viene definito dallo stesso Omero – ne scruta i tormenti e desidera essere come lui.

E’ umano Orfeo che proprio alla fine si volta verso Euridice nel viaggio di ritorno dal mondo dell’aldilà alla terra e la perde per sempre. Forse anche in maniera consapevole: non è proprio degli artisti – Orfeo era insuperabile nel canto e nella lira – vivere un amore fatto anche di quotidianità. Il sentimento innesca gli ingranaggi dell’arte: fa da motore al canto e alla poesia, può essere sorgente di ispirazione da cui attingere, ma difficilmente può ridursi ad identificarsi con una persona in carne ed ossa in nome della quale questa arte si esprime.

E’ umana Atalanta che corre più veloce di tutti gli uomini. La sua imbattibilità è una rivalsa verso l’uomo che la ha abbandonata in fasce: il padre. Eppure si fa sconfiggere da Ippomene che per conquistarla la sfida chiedendo aiuto ad Afrodite. La dea gli dà tre mele d’oro e lui, seguendone il consiglio, le lascia cadere una a una durante la corsa. Atalanta è irresistibilmente attratta da lui e si  ferma volontariamente ogni volta a raccoglierle perdendo così terreno prezioso e alla fine la gara stessa. Per amore, la dea decide di cedere il suo primato e arrendersi ai suoi sentimenti. Fa la sua scelta.

Paola Mastrocola ci dà le chiavi d’accesso al mondo divino ma alla fine accade qualcosa che ci spiazza: queste storie non sembrano poi così antiche o lontane dalla nostra realtà. Potrebbero anche non essere mitiche. Gli dei che nella loro perfezione sembrano inarrivabili, come noi  non hanno paura di mostrarsi bisognosi d’amore. Come noi subiscono e rimangono attanagliati dai dubbi e dalle incertezze dei sentimenti. Come noi, si fanno prendere dalla nostalgia. Come noi sono messi davanti a delle scelte e spesso compiono quella sbagliata. Accade quindi che ci si chieda: sono gli dei che si comportano come gli umani o siamo noi umani che quando amiamo facciamo un upgrade e ci avviciniamo a loro? E l’unica certezza che si riesce a strappare è che l’amore è l’unica cosa che democraticamente è uguale per tutti e non guarda in faccia nessuno: arriva a valanga, ci straccia i documenti e ci dice “chiamati come vuoi”, dio o umano, a me che me ne frega.

Paolo Napol

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