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La Comunità Sacro Cuore si racconta ad (A)IM in Europe

La Comunità Sacro Cuore si racconta ad (A)IM in Europe

Accanto ai giovani in difficoltà perché “in ogni giovane, anche nel più svantaggiato, c’è un punto accessibile al bene”

Oggi ad (A)IM in Europe abbiamo il piacere di ospitare due giovani volontari della Comunità Sacro Cuore di Roma. Il Sacro Cuore è una casa salesiana in cui si respira un clima di famiglia, accoglienza, tolleranza, fiducia e dialogo. Si tratta di una comunità costituita da più di 100 volontari che si mettono al servizio di persone in difficoltà donando il loro tempo e le loro competenze. Questi giovani cercano di rispondere alle esigenze del contesto geografico in cui si trovano, ossia il quartiere della stazione Termini, che inevitabilmente pone di fronte ad una serie di povertà materiali, sociali e spirituali. La loro mission è volta a rispondere concretamente a queste povertà con una serie di azioni indirizzate al mondo giovanile, ai senzatetto, ai malati, ai minori e ai rifugiati.

Tra le tante attività organizzate dai volontari, ricordiamo la “Banca dei talenti” e “Piazza Grande” per i senzatetto: I volontari della “Banca dei Talenti” si riuniscono il venerdì sera per preparare e distribuire un pasto e una bibita calda ai senzatetto della stazione Termini. Dopo la distribuzione, tornano al Sacro Cuore per un momento di condivisione e preghiera. Da poco è nata l’attività “Talenti nascosti” che accompagna i senzatetto nella ricerca di una casa e di un lavoro. I volontari di “Piazza Grande”, invece, il giovedì li invitano a cena nella casa salesiana, dando così una continuità settimanale alle attività che coinvolgono e supportano i clochard. Il sabato pomeriggio, invece, altri volontari si recano all’ospedale Policlinico per far visita ai malati che stanno affrontando momenti di solitudine nei reparti più “delicati” e trascurati. Inoltre, lo scorso anno è nato il progetto “La perla” per i minori che vivono in strada nelle vicinanze della stazione Termini, con storie travagliate di dolore e marginalità. Per due giorni alla settimana la casa salesiana offre loro la possibilità di farsi una doccia, fornisce vestiti puliti, sostegno nella ricerca di un lavoro o di corsi di formazione professionale in vista di un inserimento lavorativo, oltre all’assistenza legale.

Tantissime sono le attività rivolte ai rifugiati: appena arrivati hanno modo di incontrarsi e socializzare nella sala pastorale giovanile, un luogo ricreativo dove si può bere un caffè o tè caldo insieme, giocare a biliardino/carte/dama. Entrando in questo luogo si respira subito un clima di amicizia, c’è un angolo della musica con diversi strumenti, una mini biblioteca con dei libri da leggere (di vari livelli linguistici) e dei tavoli per imparare l’italiano. È un luogo informale in cui i rifugiati possono essere seguiti in maniera individualizzata nell’apprendimento della lingua, leggendo insieme ai volontari o dialogando a due.

Durante la nostra puntata avremo modo di farci raccontare nel dettaglio le numerose iniziative rivolti in particolare ai rifugiati di tutte le nazionalità, che vanno dall’orientamento al lavoro (scrittura del CV, orientamento pedagogico e educazione alla cittadinanza), alla scuola di informatica, alla scuola guida, al sostegno allo studio, fino ad arrivare alla scuola di italiano, ormai lunga tradizione del Sacro Cuore. Si tratta, infatti, di una delle primissime attività nate con il “Progetto dei Rifugiati”; la scuola prevede tre classi di livello (dall’alfabetizzazione all’A2) con la partecipazione media di un totale di circa 120 ragazzi di più di 30 nazionalità. Gli studenti arrivano per lo più dai centri di accoglienza con i quali il Sacro Cuore è in contatto. Imparare l’italiano è permettere loro di integrarsi, conoscere non solo la lingua ma la società, la cultura italiana. E’ uno spazio in cui si creano forti legami ed è una sfida per i volontari perché richiede serietà e impegno da parte di chi organizza le docenze, empatia, capacità di ascolto attivo e una serie di competenze trasversali che fanno la differenza per la costruzione di un rapporto amichevole. Le lezioni si svolgono tre giorni a settimana per un’ora e mezza ciascuna. A fine corso viene organizzata una festa in cui si consegnano gli attestati che per i ragazzi sono importantissimi, non solo ai fini legali, ma anche per la loro soddisfazione personale.

La dedizione dei volontari è volta a creare un ambiente accogliente a 360 gradi e rispondente ai più disparati bisogni, un micromondo che possa permettere ai giovani rifugiati che vi approdano di acquisire consapevolezza del Paese in cui ora vivono, gli dia competenze in diversi settori, anche artistici (vengono organizzati un un corso di chitarra, un cineforum, un corso di teatro, gite fuoriporta e diversi laboratori creativi) insomma fornisca una solida base da cui poter partire per ricostruire la propria esistenza dopo viaggi disperati, traumi indelebili e storie dolorose.

Proprio perché si tratta di momenti di mutuo scambio e arricchimento e mai di rapporti unidirezionali di assistenza, i volontari organizzano anche incontri interreligiosi in cui si affrontano varie tematiche secondo la visione cristiana, musulmana e di altre religioni. È un cammino improntato alla conoscenza dell’altro, in cui si leggono dei passi della Bibbia e del Corano che trattano un tema specifico e poi ci si confronta.

Dopo aver dato un quadro generale della fucina di idee, attività e buona volontà che si muove all’interno della casa salesiana del Sacro Cuore, non vi resta che ascoltare la nostra diretta delle 19,00! Se pensate alla possibilità di impegnarvi in maniera attiva potete andare a visitarla in qualsiasi momento, in via Marsala 42… La porta sarà aperta.

 

Di Valentina Testa

 

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