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La compagnia Taheri Zuccari presenta Otello

La compagnia Taheri Zuccari presenta Otello

OTELLO da W. Shakespeare
adattamento Hossein Taheri e Paolo Zuccari
con Hossein Taheri – Paolo Zuccari – Elodie Treccani – Dajana Roncione – Caterina Bertone – Beniamino Zannoni
scene Fiammetta Mandich
aiuto regia Marco Canuto
regia Paolo Zuccari
dal 15 al 27 novembre 2016 (ore 21, domenica ore 18)
Otello di W. Shakespeare, la prima creazione della neonata compagnia Taheri Zuccari, nata con l’intento di riadattare e riattualizzare testi classici, è nuovamente in scena fino a domenica 27 novembre, dopo il debutto di inizio anno, al teatro Sala Uno di Roma.

Si riprende lo spettacolo dopo Acque Sporche (in scena fino allo scorso 13 novembre) con il medesimo intento declinato questa volta nella celebre drammaturgia del bardo.
Gli autori del riadattamento Hossein Taheri e Paolo Zuccari in questo caso non sono dunque alle prese con il testo ibseniano di fine ottocento, imperniato su tematiche civili e sociali, ma con le dinamiche proprie di un testo shakespeariano di inizio seicento basato sui temi della gelosia, dell’invidia, dell’umiliazione, della vendetta e della discriminazione razziale e di genere.

Lo spettacolo è trasposto in età contemporanea e l’azione si svolge interamente nel quartier generale dell’esercito veneto insediatosi a Cipro. Otello, straniero a capo delle forze armate, nomina come suo luogotenente il fiorentino Cassio destando così la profonda offesa di Jago, suo braccio destro, più meritevole di tale qualifica per esperienza e anzianità. Questi decide dunque di vendicarsi instillando, nel cuore di Otello, il morbo della gelosia: gli confida, il sospetto prima e la certezza poi, che sua moglie, la bella Desdemona, lo tradisce con Cassio. Il generale di Cipro cede gradualmente alla trappola intellettuale, intessuta da Jago, che innesca una serie di feroci accadimenti dalle tinte thriller.

Come in Acque Sporche la recitazione naturalistica pone l’accento sull’importanza dell’accadimento spoglio da orpelli teatrali, pur mantenendo inalterati alcuni passi del testo shakespeariano, ancora di forza ed efficacia impareggiabile sebbene a distanza di quattro secoli.

La resa dei personaggi di Otello e di Jago, teatrali per antonomasia, tiene fortemente, nonostante lo stile naturalistico scelto dagli autori: il primo non si presenta al pubblico come possibile assassino così come l’altro non manifesta dal principio la sua cieca sete di vendetta. Bisogna seguire fino in fondo la vicenda e il susseguirsi degli eventi per cogliere la vera essenza dei personaggi e del dramma. Un dramma la cui notorietà offre comunque punti di riferimento allo spettatore, che probabilmente già sa come andrà a finire il copione shakespeariano, ma si interroga sul come. Interessanti in tal proposito sono la trasposizione della scena finale tra Otello e Desdemona e il rapporto tra Jago e Roderigo, presente solo come interlocutore immaginario fuori scena, che via telefono come due compagni di merende confabulano e si confidano frustrazioni, pettegolezzi e trame.

Questa rivisitazione offre la possibilità di vedere uno Shakespeare in chiave contemporanea e non “di maniera” in cui gli avvenimenti si svolgono a ritmo serrato e con quelle imperfezioni che caratterizzano la “rugosità” propria della vita quotidiana. Attualmente in scena fino al 27 novembre al teatro Sala Uno di Roma.

Guido Targetti

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