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Radio Cluster

Cluster è un un accordo dissonante, ma Cluster è anche il nome con cui in astronomia si definisce un ammasso stellare eppure Cluster in fisica è un aggregato di atomi in connessione tra loro ma Cluster è anche il nome di un gruppo musicale di elettronica popolare tedesca. Il dadaismo ha già negato, le banlieues sono già bruciate, David Copperfield ha già fatto sparire la statua della libertà e la merda d’artista è invecchiata in un barattolo. Radio Cluster è un nudo che discende le scale n.2, è un intuizione di Muybridge, è un moto perpetuo è un melting pot di visioni e se fosse un paio di occhiali sarebbero dei VR. Radio Cluster è una lanterna magica, è un kinetoscopio, è un movimento in movimento, è una conversazione tra Hitchcook e Truffaut in un bar in via Prenestina.

Radio Cluster è un tram che viaggia dalla periferia al centro, è Ercole nella fantasia di Stan Lee un’improvvisazione di Parker, un close up in esplorazione quotidiana, è un film di genere scritto da Castellari, girato da Fellini e con protagonista Vinz Boy. Radio Cluster è un negroni sbagliato, una struttura in forma liquida, è una scala di Penrose è ditirambo dionisiaco ma è anche un gancio sinistro di Mike Tyson, culo a terra, OFF e punto a capo.

L’uomo è condannato ad essere libero diceva qualcuno; goodmorning web è il momento di fottere Marconi. Radio Cluster è ciò che vogliamo che sia, è l’impeto è l’autenticità di un urlo, è la resilienza del suo eco. OFF.