HomeMusicaGiovanni Truppi: la forza dell’essenziale – “Solo Piano” @ Auditorium Parco della Musica

Giovanni Truppi: la forza dell’essenziale – “Solo Piano” @ Auditorium Parco della Musica

Giovanni Truppi: la forza dell’essenziale – “Solo Piano” @ Auditorium Parco della Musica

Il genio di Giovanni Truppi aveva bisogno di una cornice musicalmente così pura come quella dell’Auditorium romano. Dall’ormai mitico pianoforte trasportabile, costruito con Daniele Pintaldi, sorgono con garbo, ma estrema decisione, le canzoni che il cantautore che sta meglio a Napoli ma vive a Roma interpreta con una voce capace di sfumature intense e variegate. Non sorprende la sua originalità vocale, quella sua voce baritonale su cui ironizza in Cambio sesso per un po’. Proprio lei, una canzone decisamente fuori dal comune che sonda mondi a un uomo sconosciuti e impenetrabili,  come quello dell’essere donna, e che strapazza il pianoforte come farebbe un giovane W. A. Mozart in vena di cazzeggiare alla sua spinetta, così, tanto per irritare suo padre.

C’è la solidità della tecnica dietro le esecuzioni di Giovanni Truppi. Nulla viene dato per scontato e non c’è niente che strizzi l’occhio ad un ascoltatore più distratto. Neanche quando una canzone come “Eva” riesce a far sorridere per le caccole agli occhi di Adamo ora che la perfezione dell’Eden l’ha abbandonato. Perché se alla platea scappa da ridere su certi dettagli sensazionali, qualche verso dopo, è l’amore sopravvissuto di Eva per Adamo e di Adamo per Eva, l’unica cosa che del Paradiso rimane, a sciogliere in brividi ogni risata a denti stretti.

Le profondità toccate da Giovanni Truppi fanno dolcemente male e rivelano il coraggio di questo immenso autore che in una canzone tenerissima a tema biblico nasconde perfino un’inequivocabile bestemmia. Con delicatezza e quindi ancor più efficacia. Molto astuto.

Un’amica mi confessa a fine concerto che ascoltare Giovanni la fa sentire meno goffa in rapporto ad alcuni aspetti della sua sensibilità che a volte, si sa, facciamo l’errore di scambiare per debolezza. Incontrare artisticamente Giovanni Truppi, infatti, significa avere l’occasione preziosa di imbattersi in un’anima musicale pura, essenziale. Impavida di fronte alla pur dolorosa fallibilità umana con cui facciamo quotidianamente i conti. Se poi vi capiterà anche la fortuna di trascorrere qualche minuto insieme a Giovanni lo stesso penserete della sua persona. Discreta, essenziale, con un pizzico di rara riservatezza. Ed è proprio per questo che risplende fra tanti.

 

Alessandra Virginia Rossi

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