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FACCIAMO CRESCERE IL NOSTRO P.I.L.

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Progetto per il nuovo Polo di Integrazione Locale di Piscine di Torre Spaccata

Il Comitato di Sviluppo Locale “Piscine di Torre Spaccata”

Quando si parla di patrimonio pubblico abbandonato a Roma non si parla solo di luoghi di eccellenza (caserme, teatri, cinema, scuole, palazzi…) cadute in disgrazia nel corso del tempo. Questi spazi molto spesso si trovano al centro di territori abitati, serviti da qualcosa ma magari poveri di altro. Per cui il tema è cosa realizzare in quello spazio recuperato a partire proprio dalle necessità della cittadinanza e le carenze di servizi e accessi ai diritti mancanti specifici.

Ma cosa succede quando è un intero quartiere ad essere abbandonato?

Cosa succede quando a mancare è tutto?

Spesso nelle periferie delle nostra città il patrimonio pubblico abbandonato coincide con quartieri interi. Quando un tempo l’edilizia pubblica, anche se poco e in pessimo modo costruiva, ideava strutture urbane complesse (case, scuole, mercati, servizi…). Oggi molti di quei progetti di urbanizzazione hanno fallito. Infinite sono le responsabilità: la grande distribuzione che ha ucciso il piccolo commercio, assi di interesse economici che si spostano lasciando il deserto dietro, interventi di riqualificazione, mobilità, servizi mai realizzati. In ultimo la crisi e le sue conseguenze.

 

Piscine di Torre Spaccata è uno di questi quartieri. E’ prossimo a vie importanti come la Palmiro Togliatti e la Tuscolana, confina con il polo cinematografico di Cinecittà, è adiacente quartiere più attrezzati come don Bosco e Cinecittà est, ospita importanti attrezzature pubbliche di livello locale ed urbano (Ufficio di collocamento, Istituto di Previdenza e Assistenza per i dipendenti di Roma Capitale).

 

Alcune delle domande più incalzanti riguardano il mercato abbandonato. Che ce ne facciamo? Perché abbiamo 3.000 mq di locali in totale stato di abbandono? Dove è finita la Romeo? Chi deve provvedere a valorizzare questo patrimonio?

Nasce così il “Comitato di Sviluppo Locale”: una rete prima, un associazione oggi composta da oltre 30 realtà diverse, commercianti, associazioni, scout, comitati di quartiere, centro anziani, palestra che si pone l’obiettivo di riqualificare il quartiere attraverso il riutilizzo del patrimonio abbandonato e le scelte partecipate della cittadinanza. In sintesi stiamo cercando di reinventare un quartiere decidendolo con chi lo abita.

 

Il mercato come Polo di Integrazione Locale

Il progetto di rigenerazione di Piscine di Torre Spaccata parte quindi dalla riattivazione e riqualificazione di quel patrimonio pubblico inutilizzato che ad oggi è al tempo stesso gravoso problema ed inestimabile risorsa per il quartiere. Nel quadro finora descritto si inserisce il progetto per il nuovo mercato di viale Rolando Vignali, Polo di Integrazione Locale (PIL) che, a partire da una definizione partecipata dei bisogni individuali e di maggiore coesione territoriale e sociale, vuole proporsi come luogo fisico delle reti di servizi di quartiere facendo convergere, in un unico spazio polivalente, commercianti, artigiani, associazioni, organizzazioni non profit, imprese sociali, volontariato e gruppi organizzati di cittadini, al fine di integrare le proprie attività in una comune progettualità che si basi sulle migliori esperienze italiane e straniere di rigenerazione urbana integrata e di sviluppo locale partecipato.

 

Perché il mercato?

Nonostante la loro crescente popolarità, i mercati, dai mercati contadini a quelli artigiani, sono troppo spesso semplicemente pensati come luoghi per fare acquisti. Sappiamo che oltre allo scopo economico di base è proprio la loro funzione sociale che permette loro di prosperare.

Ciò che attrae i clienti a visitare e fare compere nei mercati sono la varietà dei prodotti disponibili ed i prezzi accessibili ma soprattutto la possibilità di avere scambi ed incontri con i propri vicini, la possibilità di trascorrere del tempo insieme. È il vero e proprio terreno comune del quartiere.

In un quartiere come Piscine di Torre Spaccata in cui la mancanza di spazi pubblici di qualità è evidente e causa di una forte disgregazione sociale, il PIL costituisce la piazza civica nel senso più ampio del termine, un luogo in cui le persone di diversa età, provenienza culturale e sociale possono fare acquisti, si conoscono, si confrontano.

 

Il PIL fornirà il quartiere di uno spazio pubblico vitale, sicuro ed invitante attraverso l’integrazione di nuove funzioni all’interno dei box ad oggi abbandonati e nuove funzioni per gli spazi aperti, come spazi per spettacoli, per la musica, per il cibo, per i mercatini dell’usato, dell’artigianato, mercatini di Natale, spazi per il gioco, spazi per la cultura, spazi per imparare… Attraverso il progetto si intende rafforzare la relazione con funzioni e servizi già presenti nel quartiere, estendendo le attività all’interno degli spazi del mercato, come spazio fisico per le iniziative promosse dalle reti di servizi cittadini e del CSL stesso.

 

Altra funzione sarà quello di diventare un luogo di aggregazione giovanile che favorisca l’orientamento e l’inserimento lavorativo dei giovani anche attraverso strumenti concreti quali l’accesso a internet gratuito, una biblioteca popolare, delle postazioni per la lettura e lo studio ma anche l’accoglienza di esperienze di co-lavoro e fabLab.

 

Sul piano dei servizi, oltre a quelli legati più alla ristorazione quali ristoranti popolari o legati all’agricoltura sociale e al consumo critico e internet-caffè, sono previsti anche servizi più di natura socio-educativa quali spazio giochi e baby sitting e attività scolastiche integrative e di animazione per gli studenti della scuola primaria e secondaria.

 

Il sistema del PIL è inoltre un tassello fondamentale della più ampia esperienza di “welfare circolare”, con servizi rivolti a tutti i residenti e ai gruppi di interesse, che si attua nella dimensione comunitaria allargata del Comitato di sviluppo locale. La presenza del CSL permette infatti di lavorare su una programmazione generale che vuole rispondere ai criteri e standard di efficienza ed efficacia (compatibili con il contesto in cui si opera e con le caratteristiche degli attori presenti sul territorio) ed avverrà tramite percorsi guidati di analisi di fattibilità operativa, organizzativa ed economica articolati in un piano di sviluppo triennale o meglio quinquennale. Infine verranno implementati interventi formativi aperti e pubblici sulla governance multilivello, l’empowerment del cittadino, la mediazione e facilitazione sociale, l’autoformazione coprogettata e la ricerca e raccolta fondi (utilizzo di fondi europei, fund raising, crowdfunding, ecc).

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