HomeArte ContemporaneaAlla Wunderkammern MP5 trasforma le meraviglie

Alla Wunderkammern MP5 trasforma le meraviglie

Alla Wunderkammern MP5 trasforma le meraviglie

La personale di MP5 muta il logo in bianco e nero in Brand sempre vincente.

Le occasioni per incontrare vecchi amici non mancano mai, questa volta nella odiata e amata Wunderkammern, che delle sue meraviglie ho sempre visto molto, come pure delle partnership e del suo impegno nella business economy della Street art. L’adunanza di vecchi e nuovi ricordi del 20 febbraio 2016 non è mossa da cortesia, ma condita dal sentimento ritrovato, quello che provo per l’artista in mostra Emme Pi, amica di <<barba e Barbarie>>.

Nel finire delle note di Born Slippy degli Underworld (1996) terminò la nostra conoscenza, iniziata in un vicolo di Roma e continuata nei sottoportici di Bologna, in cui il centro sociale regnava. Galeotta fu un’accusa, che come quel famoso di Cremona Pier della Vigna, mi costrinse ad allontanarmi dalle nostre scorribande. Il rapporto ripreso negli ultimi anni, ha da subito svelato una personalità fiorita e solo accennata nel mio ricordo. Dalle residenze francesi, i wall paintings in giro per l’Italia e l’Europa, premi e riconoscimenti sino a vederla novizia nelle grandi gallerie nazionali e non, Emme Pi affronta i grandi temi politici e sociali con uno stille vicino all’intellettuale aristocratico. Nella creazione dei manifesti per le manifestazioni politiche, di Teatro e Festival, come pure per i movimenti femminista e queer i temi vengono sempre trattati dal bianco e nero, colori matrice del risultato estetico e estetizzante dei personaggi creati dall’artista. Se poi questo rappresenta uno stato dell’esistenza piuttosto che uno stato dell’essere, visto il risultato, poco conta?Ad accogliere il visitatore è la visione di folla data dal multiplo.  L’ uno sopra l’altro, dove lo spintone differenzia il fuori dal dentro.

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Sempre filologica nell’ostentare la raffinatezza del bianco e del nero, tanto da limitare la trattazione dei temi affrontati. Un fare estetizzante che sembra riprendere il testo della mostra dal titolo Of Changes a cura di Jacopo Gonzales. Se questo tende a rendere complesso un pensiero semplice, le opere tendono a semplificare un pensiero complesso.

Di cambiamenti dunque si parla o per sintetizzare al meglio il pensiero del curatore: l’artista analizza il testo cinese dei Mutamenti –I Ching– per trasformarlo in un flusso di immagini; il tutto all’insegna della casualità.

Tutto sembra cambiare, tranne lo stile inconfondibile di Emme PI, che dall’ opposizione del nero al bianco costituisce un brand sempre vincente. Immancabile l’anteprima dell’ultima pubblicazione,il nuovo Book #CHANGES.

In fine tutte le opere negano il proprio sguardo. A sovrastare l’immagine dell’oracolo fino a quella della metamorfosi, il vuoto.
Uno spazio -Quid per i più esperti- incolmabile che lascia impermeabile il dialogo tra il fruitore e le figure galleggianti presenti in mostra. Un piccolo prezzo da pagare per chi dalla strada entra in galleria, dove tutto è più piccolo.

Wunderkammern Gallery:
wunderkammern@wunderkammern.net
www.wunderkammern.net
Wunderkammern Roma:
via Gabrio Serbelloni 124
00176 Roma, Italy

di Roberto D’Onorio

 

 

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