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ACQUE SPORCHE

ACQUE SPORCHE

Acque Sporche di Hossein Taheri e Paolo Zuccari

liberamente tratto da “Il nemico del popolo” di Ibsen in scena al Teatro Sala Uno di Roma fino al 13 Novembre.

L’amministrazione di una città italiana decide di costruire un impianto termale per attrarre turismo, creare occupazione e risollevare le sorti economiche del centro in decadenza. Ideatori del progetto due fratelli: il sindaco della città (Paolo Zuccari), socio di maggioranza in quanto a capo dell’amministrazione comunale e il dottor Stocco (Hossein Taheri), medico collaboratore di diverse ONG internazionali, designato responsabile sanitario dell’impianto. Quest’ultimo scopre che l’acqua dell’impianto è inquinata a causa degli scarsi materiali adoperati per costruire le condutture. Suo fratello, sindaco, è contrario a divulgare la notizia in quanto ciò potrebbe far fallire sul nascere questo progetto di punta della sua amministrazione non essendo in grado di poter sostenere un ulteriore intervento di restauro delle tubature. A questa diatriba familiare si agganciano le sorti sanitarie, occupazionali, economiche e politiche di una città “X” che potrebbe essere qualsiasi città d’Italia, verrebbe in mente il caso de l’Ilva di Taranto, veicolate dal potere mediatico di parte, ovvero la televisione locale che nello spettacolo prende il nome di TeleVerità diretta dall’impresario Fassinetti (Raffaele Gangale).

La riscrittura del testo Ibseniano Il Nemico del Popolo, già di per sé molto attuale, è la seconda (dopo Otello che debutterà il 15 novembre nel medesimo teatro) di un ciclo di riscritture di classici su cui si impernia il progetto della neonata compagnia Hossein Zuccari.

La riattualizzazione dell’opera trasposta ai giorni nostri si declina in particolar modo attraverso una linea recitativa e di messa in scena molto concreta; così la definisce il regista Paolo Zuccari che vede nell’accadimento “il centro del fatto teatrale”… “accadimenti soprattutto interni” – continua Zuccari – “ nel senso che ogni personaggio vive la vicenda dal suo punto di vista”, cambiando opinione e fazione mosso da interessi personali, solidarietà, narcisismo, affettività, amore… La diatriba civile si intreccia con quella affettiva e familiare scatenando dinamiche molto forti e coinvolgenti per il pubblico.

Insomma durante lo spettacolo non si ha la percezione di assistere ad un Là e allora ben confezionato bensì ad un Qui ed ora privo di orpelli e teatrosità in favore di una recitazione più fresca e realistica basata sull’accadimento e non su un copione imparato a memoria. Qualità quest’ultima piuttosto rara da trovare in teatro che rende lo spettacolo appetibile e di qualità.

La scena si adatta bene alla particolare morfologia del teatro Sala Uno, sviluppandosi dal proscenio in profondità, segmentata dalle scenografie di Marco Guarrera, mosse con perizia dagli attori nei cambi scena, per creare ambienti diversi ma comunicanti; nel salotto in proscenio un televisore trasmette la diretta che avviene nello studio televisivo retrostante.

Avremo occasione di scandagliare più nello specifico le intenzioni e il percorso alla base di questo lavoro durante la prossima puntata di “Etere o non Etere” in onda martedì prossimo, in compagnia del regista Paolo Zuccari.

Il cast artistico è composto da: (partendo da destra nella foto) Hossein Taheri, Elodie Treccani, Raffaele Gangale, Francesca Ceci, Paolo Zuccari, Chiara Scalise, Dario Iubatti.

Lo spettacolo resterà in scena fino al 13 di Novembre al Teatro Sala Uno dal martedì al sabato h 21, domenica h 18.

Guido Targetti

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